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Un “Candido” ritratto del 1946
L’Istituto Storico Parri conserva, nella sua biblioteca, alcune annate del “Candido”: settimanale umoristico in quattro pagine formato lenzuolo, fondato nel 1945 a Milano da Giovanni Mosca e Giovannino Guareschi. Si tratta di un giornale di satira politica, di stampo monarchico e anticomunista, erede del “Bertoldo” celebre rivista satirica degli anni Trenta.
Particolarmente interessante l’annata del 1946, qui rievocata attraverso una selezione di vignette da cui si può notare l’atteggiamento conservatore, anticomunista e monarchico dei redattori.
In queste illustrazioni, ricostruzione e rinascita sembrano quasi parole vuote, capaci di nascondere una realtà assai diversa di devastazione, miseria e mutamenti intesi come incontrollabili e potenzialmente nefasti. Il voto alle donne, la possibile uscita di scena dei Savoia, la scelta democratica sono utilizzati come spauracchi per la rappresentazione di un’Italia pericolosamente avviata verso uno scenario di progresso, identificato come pericoloso agente di trasformazione.
Particolarmente interessante, per il nostro territorio, la serie “Via Emilia”, in cui Guareschi denuncia le violenze, le tensioni e le vendette che ancora interessano certe zone del Paese.
La nostra selezione è una sintetica restituzione di come la satira di parte, rappresentasse i problemi del Paese, in qualche modo alimentando le tensioni politiche e sociali in questa fase storica di rara complessità. A testimonianza dell’efficacia di una certa retorica di grande fortuna nell’Italia del dopoguerra: basti dire che la saga, letteraria prima e cinematografica poi, di Don Camillo e Peppone nascerà proprio dalla suggestione di una vignetta del “Candido”.

